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In questo sito troverete tutto ciò che non è stato mai detto relativamente alla vicenda delle Bestie di Satana.

Troverete i documenti originali del processo, scaricabili liberamente.

Le versioni di persone cui non era mai stata data voce fino ad oggi.

E una visione dei fatti completamente diversa da quella - ormai uniforme ma completamente falsa - dei mass media ufficiali.

Forniremo inoltre aggiornamenti periodici sulla vicenda.

venerdì 14 settembre 2012

Nicola Sapone e Paolo Leoni. Interrogatorio di A. Volpe relativamente all'omicidio Ballarin


Pubblichiamo la trascrizione integrale del verbale dell'interrogatorio di Andrea Volpe, relativamente all'omicidio Ballarin, per il quale Volpe accusa Nicola Sapone e Paolo Leoni. Il verbale presenta molto aspetti quasi comici. In particolare, secondo Volpe, dopo aver legato mani e piedi il Ballarin, Sapone e Volpe si sarebbero avvicinati con l'auto al cancello della scuola di Somma Lombardo, dopodichè sarebbero saliti sul tetto dell'auto di Sapone (una peugeot 205), avrebbero issato sul tetto anche il Ballarin, e poi avrebbero scaraventato di peso il corpo del Ballarin dall'altra parte del cancello della scuola.
Per fortuna anche il Pm in questa occasione si accorgerà delle assurdità raccontate da Volpe.
Ma ovviamente Volpe non verrà condannato per calunnia, nè tantomeno per omicidio.

In una prima versione Volpe aveva accusato Sapone e Leoni, dicendo di essere estraneo alla vicenda. Successivamente ritratterà e dirà di avere partecipato anche lui all'omicidio.
Per quale motivo il Volpe avrebbe mentito, domanda il PM.
"perchè mi vergognavo di dire di aver partecipato all'uccisione di un compagno di scuola".




Procura della Repubblica di Busto Arsizio.

Verbale di interrogatorio di persona sottoposta ad indagini in procedimento connesso.

L'anno 2004, addi 19 del mese di Luglio, negli uffici della procura di Busto Arsizio alle ore 15,25, avanti al PM Dr Antonio Pizzi, coadiuvato per esigenze investigative da.... (omissis) è presente Volpe Andrea... (omissisi)

A.D.R.: Sono comparso oggi perché voglio ulteriormente aiutare la giustizia e dire tutto quello che so.

Voglio in particolare dire che anch’io ho partecipato all’uccisione del Ballarin insieme a Leoni Paolo e Sapone Nicola. Ho negato prima questa circostanza perché mi vergognavo di dire di aver partecipato all’omicidio di un mio compagno di scuola.

I motivi per cui Sapone ha deciso che il Ballarin avrebbe dovuto essere ammazzato risiedono, come ho già detto, in una lite scoppiata tra il Sapone ed il Ballarin qualche mese prima della morte di quest’ultimo. La lite è avvenuta all’interno del Bar Giardino di Somma ove, come mi è stato raccontato dal Sapone, quest’ultimo fu aggredito dal Ballarin perché costui sosteneva che il Sapone non si faceva i fatti suoi e andava in giro a dire che il Ballarin spacciava e si drogava. Dallo stesso Sapone mi è stato raccontato, poiché io arrivai al bar quando la lite era finita da poco, che lo stesso era stato aggredito alle spalle dal Ballarin, che era stato buttato a terra e che nel corso della colluttazione aveva riportato un leggero taglio al capo. Mi ha riferito pure che alla lite si erano aggiunti altri amici del Ballarin che pure avevano picchiato il Sapone. Presente alla lite era anche un certo “Cisco” che ora apprendo chiamarsi Ladomorzi Francesco. Il Sapone sospettava che ad istigare il Ballarin fosse stato proprio quest’ultimo.

A.D.R.: Prendo atto che il Ladomorzi ha dichiarato di non ricordare di aver assistito a liti tra Sapone e Ballarin. Prendo atto invece che ha raccontato che ha litigato con me una sera all’uscita del Nautilus. Questa circostanza è vera. Ricordo di questo diverbio e ricordo che il diverbio era sorto perché il Cisco, sotto effetto di allucinogeni, mi aveva scambiato per altra persona, anzi se ben ricordo per lo stesso Sapone. Cisco sapeva che sia io che il Sapone facevamo parte di una setta satanica.

A.D.R.: Non conosco Mandato Stefania, almeno il nome non mi dice niente.

A.D.R.: Tornando al Ballarin fu il Sapone che, dopo la lite che ho detto, insisteva perché lo stesso dovesse essere eliminato; diceva che la doveva pagare.

A.D.R.: Ricordo che un giorno a casa mia si recarono Sapone e Leoni e costui disse che voleva partecipare all’omicidio del Ballarin, in pratica diciamo così, per essere risarcito del fatto che non aveva potuto ammazzare la Marino essendogli stata impedita la cosa dal Sapone che avevo voluto procedere personalmente.

A.D.R.: Il Leoni non conosceva il Ballarin e quindi quello stesso giorno il Sapone restò a casa ed io e il Leoni ci recammo al Bar Giardino ove io indicai quale fosse il Ballarin al Leoni che non lo conosceva. Glielo indicai andando a parlare con un pretesto con il Ballarin.

A.D.R.: Tornammo quindi a casa mia ove ci aspettava il Sapone e costui ebbe l’idea di sopprimere il Ballarin simulando un’impiccagione. A parere del Sapone la cosa era fattibile perché io avevo riferito che il Ballarin assumeva psicofarmaci, droga ed era depresso. L’impiccagione avrebbe potuto facilmente essere scambiata per un suicidio.

A.D.R.: Circa una settimana dopo decidemmo di passare all’azione e ricordo che vennero a Somma il Leoni ed il Sapone sulla macchina di quest’ultimo che era una Peugeot 205 di colore nero. Era circa l’una di notte e dopo essere salito anch’io sull’auto li accompagnai a casa del Ballarin alla quale si accedeva passando da un grande portone che dà su un cortile. Io scesi dall’auto e andai a vedere se nel cortile vi era il motorino. Il motorino non c’era e quindi ne dedussi che non era ancora rientrato. Aspettammo circa due ore. Quando lo vedemmo arrivare il Sapone con l’auto gli tagliò la strada, noi scendemmo e ricordo che il Leoni, che era seduto davanti a fianco del Sapone, gli puntò contro un grosso machete che aveva con lui. Io ed il Sapone immobilizzammo il Ballarin e ricordo che il Sapone aveva portato con sé una bomboletta di etere che si usa per avviare i motori. Ricordo che il Sapone aveva imbevuto con l’etere uno straccio che appose sulla bocca del Ballarin, il quale ben presto perse i sensi, ma non del tutto perché ricordo che comunque restò cosciente. Lo imbavagliammo quindi con questo straccio attorno al quale io stesso avvolsi uno scotch che pure aveva procurato il Sapone e che ricordo essere molto resistente e di tela grigia. Si tratta di scotch che viene usato dagli idraulici nel loro lavoro. Ricordo che sullo scotch si vedevano le righe della tela. Successivamente io stesso gli legai le mani dietro la schiena e gli legammo anche i piedi con lo stesso scotch. Caricammo il Ballarin sull’auto sul sedile posteriore ed il Sapone ed il Leoni presero posto nei due sedili anteriori. Io invece mi misi alla guida del ciclomotore e tutti insieme ci recammo nel luogo prescelto che era la scuola antistante la mia abitazione. Ricordo che io precedevo l’auto con il motorino. Giunti sul posto scaricammo il Ballarin e ricordo che il Leoni scavalcò il cancello. Io ed il Sapone issammo il corpo del Ballarin sulla capote dell’auto del Sapone che avevamo parcheggiato vicino al cancello. Preciso che il Leoni prima di scavalcare il cancello, anche lui ci aiutò ad issare il corpo del Ballarin sulla capote dell’auto. Dopodiché come ho detto il Leoni scavalcò il cancello ed io ed il Sapone, in piedi sulla capote dell’auto issammo il corpo del Ballarin fino a fargli superare il cancello. Il Leoni tentò di prendere il Ballarin, ma non ce la fece e ricordo che il Ballarin cadde al suolo facendo rumore.

A.D.R.: Voglio ancora precisare che la legatura del Ballarin era stata fatta in modo tale che le gambe erano rivolte all’indietro e unite ai polsi. Potrei dire quasi una specie di incaprettamento; non ricordo se oltre allo scotch, per fare questo, usammo anche la corda. Voglio ancora precisare che quando partimmo da casa del Ballarin, dopo averlo messo legato nell’auto del Sapone, percorremmo una strada sterrata nella campagna che ci permise di raggiungere rapidamente la scuola senza correre il pericolo di incontrare alcuno.

A.D.R.: Prendo atto che forse sarebbe stato più semplice impiccare il Ballarin nei pressi di casa ad un albero, ma ricordo che il Sapone scelse la scuola perché doveva dare anche un avvertimento a me che mi drogavo e che quindi ero pericoloso perché avrei potuto rivelare sia i segreti della setta, sia soprattutto i segreti dei precedenti assassinii. Ricordo che il Sapone mi disse: ricordati quando esci di casa di guardare a sinistra, ove era stato impiccato il Ballarini, e a destra ove vi era il bosco ove erano stati sotterrati Fabio e Chiara.

A.D.R.: Tornando a quella sera ricordo che io restai sulla strada per fare da “palo” mentre il Sapone entrò ed insieme al Leoni impiccarono il Ballarin ad una corda che pure aveva procurato il Sapone.

A.D.R.: Non so dire poi con esattezza chi abbia legato la corda alla scala e come sia stato appeso a tale corda il Ballarin, perché come ho detto curavo che non arrivasse qualcuno.

A.D.R.: Non ho visto il momento in cui il Ballarin è stato impiccato, ma devo ritenere che sia stato il Leoni perché come ho detto ci teneva a farlo. Dopo l’impiccagione il Ballarin fu slegato e furono eliminate le tracce di scotch e lo straccio imbevuto di etere.

A.D.R.: Non posso dire dove sia stato gettato lo scotch e lo straccio.

A.D.R.: Successivamente il Leoni e Sapone hanno scavalcato di nuovo il cancello e tutti insieme ci siamo allontanati con l’auto; ricordo che i due mi accompagnarono a casa in Via Cacciatori delle Alpi a Somma e poi se ne andarono. Ricordo che il Sapone disse con fare ironico “che bello spettacolo si vedrà domani mattina”.

A.D.R.: Questa volta finché io ero in macchina il Sapone non ha ascoltato la Nona di Beethoven, brano musicale del quale era ossessionato poiché lo ascoltava in continuazione.

A.D.R.: Prendo atto che all’atto del ritrovamento del Ballarin, nelle sue tasche vi era la somma di 280.000 lire. Ricordo che noi non guardammo nelle tasche del Ballarin.

A.D.R.: L’ufficio mostra la foto nr. 8 del fascicolo processuale nr. 629/99 raffigurante la corda con cui è stato impiccato il Ballarin. L’indagato dichiara “della corda non ricordo nulla con precisione, ricordo che era un cordone; quello che ricordo con più precisione è lo scotch che ho già in precedenza descritto”.

A.D.R.: Ricordo che quando fermammo il Ballarin l’azione si è svolta molto fulmineamente: il Leoni sceso dall’auto gli ha subito puntato alla gola il machete, mentre il Sapone, prendendolo da dietro, gli metteva sulla bocca lo straccio imbevuto di etere. In sostanza il Ballarin è restato molto sorpreso e non ha potuto tentare alcuna reazione.

A.D.R.: Nei giorni successivi non parlammo più tra di noi della cosa. Comunque io ritengo che il gruppo fosse al corrente di quanto accaduto ed in particolare ne siano stati messi al corrente il Monterosso, lo Zampollo e il Maccione. Il gruppo infatti era al corrente di tutto quanto succedeva.

A.D.R.: Non ho memoria dell’esistenza di uno zaino che mi si dice essere stato trovato per terra vicino al corpo penzolante del Ballarin, ma posso ipotizzare che questo zaino contenesse una corda.

A.D.R.: Prendo atto, come mi si dice, che ai piedi del giovane Ballarin è stato trovato un cavalletto in legno, non appartenente alla scuola riverso per terra su un lato. Non ho assolutamente alcuna memoria di questo oggetto.

A.D.R.: Per quanto ricordo sono giunto davanti alla scuola, come ho detto, guidando il motorino. Ricordo di aver abbandonato lo stesso lì nei pressi senza più curarmene. Per quanto ricordo non ho provveduto a staccare le chiavi che ho lasciato sul motorino stesso. Prendo atto che l’ufficio mi riferisce che le chiavi del motorino sono state trovate nel giubbotto del Ballarin. Non so in nessuna maniera spiegare questa circostanza.

A.D.R.: È possibile che il Sapone possa aver preso le chiavi del motorino e di averle portate con sé per metterle nelle tasche del Ballarin dopo aver scavalcato il cancello. Devo dire che quella sera io avevo assunto droga e quindi non ero perfettamente lucido anche perché ero molto turbato dal fatto che stavo partecipando all’assassinio di un mio amico. Escludo che il Sapone quella sera fosse sotto effetto di stupefacenti perché lo stesso non si è mai drogato, anche perché si è sempre tenuto lontano dalla droga. Lo stesso vale per il Leoni.

3 commenti:

  1. Importante secondo me anche il fatto che Volpe alla fine dice che Sapone e Leoni non toccavano droghe e se ne sono "tenuti sempre lontani..." Questo ci fa capire come tutte le ipotesi della setta di satanisti acidi che sotto effetto di svariate droghe facevano qualsiasi porcata non ha alcun fondamento reale... o per lo meno non vale per Sapone e Leoni!!! ma è solo una delle mille cose che non quadrano..
    Buon lavoro.

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  2. Nulla quadra nella versione ufficiale. Aeon.

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  3. Uno un cavalletto se lo ricorda! Se si ricorda le righe sullo skotch...mah

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